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Elena Grande

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Amministratrice di una società cooperativa di servizi.
Attualmente Capogruppo di minoranza al Consiglio comunale, Vicesindaco dal 2004 al 2009 con deleghe agli Assessorati per il Bilancio, Finanza, Tributi, Pubblica Istruzione e Cultura.

Spazio personale di Elena

November 02

Relazione di Amerigo Iannacone a "S'io fossi fuoco..." 31/10/2009

 

S’io fossi fuoco

di Elena Grande

Isernia, Libreria “La Luna e sei soldi”

sabato 31 ottobre 2009

 

Da studenti liceali (parlo di un secolo fa), eravamo tutti, per cosí dire, angiolieriani. Un po’ perché era l’epoca della contestazione (eravamo intorno al ’68) un po’ perché era l’età della dissacrazione, l’età in cui ci si sente in obbligo di trasgredire regole e convenzioni. E un dissacratore come Cecco Angiolieri esercita sempre, inevitabilmente, un fascino particolare sui ragazzi.

Non era raro che facessimo in quegli anni delle parodie delle sue poesie – in particolare del suo piú noto sonetto “S’io fosse foco” – o che comunque ci si esercitasse a scrivere versi dissacratori o, piú semplicemente, ironici o satirici. Mi ricordo che io avevo iniziato un poemetto in terza rima, parodia in negativo della Divina Commedia, in cui mandavo all’inferno tutti i miei professori, descrivendo di ognuno le “colpe” e le pene nel segno del contrappasso.

Cecco Angiolieri fu contemporaneo e corregionale di Dante. Nacque infatti, a Siena, nel 1260, cinque anni prima dell’Alighieri, e quasi certamente i due si conobbero anche di persona.

Ma la poesia di Cecco Angilieri è costruita sul rovesciamento del modello stilnovista e sulla raffinata parodia di molti generi cortesi: il plazer (elenco di cose desiderabili), l’enueg (elenco di sgradevolezze) della poesia provenzale, il contrasto e cosí via.

Sembrerebbe che in un primo tempo fra Dante e Cecco sia intercorso anche un rapporto di amicizia, un rapporto però che ben presto si incrinò e si ruppe e non poteva essere diversamente, se si tiene conto delle personalità assolutamente opposte dei due poeti. La rottura ci è testimoniata in particolare da una sorta di tenzone poetica che ebbe luogo fra i due, fatta a colpi di sonetti. Di questo duello letterario ci sono arrivati diversi testi di Cecco, ma nessuno purtroppo di Dante, dei cui componimenti possiamo solo intuire il contenuto leggendo le risposte dell’Angiolieri.

I due poeti erano agli antipodi per idee, per personalità, per stile. Un solo esempio: la donna, che per Dante e per gli stilnovisti era un essere angelico, spirituale, l’anello di congiunzione fra l’uomo e Dio, per Cecco diventa tutto corpo e niente spirito.

Dei sonetti della tenzone poetica memorabile “Dante Alighier, s’i’ so’ buon begolardo” che Cecco indirizzò al suo avversario probabilmente in risposta a uno di Dante, non pervenuto, in cui evidentemente il Divino Poeta gli lanciava delle accuse.

Lo leggo:

Dante Alighier, s’i’ so’ buon begolardo, [ciarlatano]

tu me ne tien’ ben la lancia a le reni;

s’i’ desno con altrui, e tu vi ceni;

s’io mordo ’l grasso, e tu vi sughi el lardo;

s’io cimo ’l panno, e tu vi freghi el cardo;

s’io so’ discorso, e tu poco t’affreni;

s’io gentileggio, e tu misser t’avveni;

s’io so’ fatto romano, e tu lombardo.

Sì che, laudato Idio, rimproverare

poco può l’uno a l’altro di noi due:

sventura o poco senno cel fa fare.

E se di tal materia vo’ dir piùe,

Dante, risponde, ch’i’ t’avrò a stancare:

ch’io so’ lo pugnerone [pungolo], e tu se’ ’l bue.

Ma oltre che con Dante a me verrebbe in mente di fare il raffronto con un altro poeta, vissuto un secolo prima, raffronto che potrebbe sembrare arbitrario e stravagante, ma che a pensarci bene non lo è poi tanto. Mi riferisco a Francesco d’Assisi.

E mi fa piacere sapere che il secondo volume della collana in cui appare questo libro sarà dedicato al suo Cantico di Frate Sole.

In effetti entrambi i poeti, Francesco d’Assisi e Cecco Angiolieri, erano nati in famiglie borghesi benestanti, senza problemi economici ed entrambi furono contestatori radicali. Ma, diverso, anzi opposto, fu il modo di contestare: Francesco rifiutò benessere e privilegi, rinunciò alla ricchezza paterna e agli agi, si spogliò di ogni avere, si vestí con un sacco di iuta e dedicò alla vita spirituale. Cecco, anche lui nato in una famiglia benestante, scialacquò la ricchezza paterna nelle bettole e nei bagordi, tanto che alla sua morte i figli rifiutarono l’eredità, che era carica di debiti.

Di entrambi, però, di Francesco d’Assisi e di Cecco Angliolieri, possiamo dire che rifiutarono le convenzioni sociali, anche se scelsero vie opposte: il primo quella del misticismo, il secondo quella dei bagordi e della vita scellerata.

 

Il sonetto piú famoso di Cecco Angiolieri è senza dubbio “S’i’ fosse foco”. Di primo acchito potrebbero sembrare parole di un sovversivo, ma cosí non è. Si tratta, piú che altro, di un gioco, di un divertissement.

Sono piuttosto, direi, le parole di un irriverente e di un goliardo, e anche, se volete, di un provocatore e, in un qualche misura, di un nichilista. Con termini moderni, direi un po’ anarchico e ribelle un po’ gaudente bohemien.

Se questi è Cecco Angiolieri, in un certo senso unico e irripetibile, è certo impresa ardua confrontarsi con lui (o con un suo sonetto) e schivare il rischio della banale parodia o di un tentativo di imitazione che non può che essere, ovviamente, impari.

Perciò il compito assegnato ai poeti presenti in quest’antologia non era certo cosa facile.

Intanto vorrei dire due parole sulla curatrice, anche se credo la conosciate tutti. Elena Grande è uno di quei rari esempi di persone che fanno cultura e che fanno politica. Che si dedicano alla politica, ma non dimenticano la cultura. Elena è stata vicesindaco di Macchia d’Isernia e Assessora alla Cultura per diversi anni e molte iniziative di carattere culturale sono dovute alla sua volontà, alla sua apertura mentale e alle sue capacità organizzative. In particolare è partita da lei l’iniziativa del Premio Letterario “Macchia d’Isernia”, di cui si sono avute tre fortunate edizioni. Alle ultime elezioni, svoltesi la primavera scorsa, Elena è stata candidata a Sindaco, ma non ha vinto (com’è noto, la cultura – purtroppo – non paga) e il Premio Letterario è saltato. Speriamo che possa riprendere.

Elena è poetessa e scrittrice e anche editor per la casa editrice Albus. Prima di quest’antologia, ne aveva curata un’altra, di racconti, dal titolo “Scooter ...con le ali ai piedi”, con prefazione di Federico Moccia.

E veniamo alle poesie di quest’antologia. Come se la sono cavata gli autori, di fronte al compito loro assegnato? Direi che alcuni, quelli piú autentici, se la sono vacata molto bene, e sono quelli, direi, che maggiormente si sono allontanati dalla parodia e, però, hanno espresso i propri sentimenti (o, a volte, risentimenti). Troviamo moti di rabbia, alternati a versi di passione civile, troviamo il libero sfogo, il dileggio, lo scherzo e lo scherno, e troviamo a volte l’ironia e anche la satira.

Le poesie sono molto varie, sia per contenuto, sia per stile, sia per forma.

A volte la poesia si risolve in una battuta (come per esempio nel testo “...Beh, pazienza... tanto!” di Ivano Giacomelli e in “Accadde in paradiso” di Fulvia Marconi; altre volte troviamo la rabbia, come in “Ira” di Carlo Scioli, altre volte il componimento si risolve in un gioco di parole, come in “Libero pensiero in libera mente” di Armando Bettozzi, o in un gioco linguistico, come in “La -eta” di Irene Caliendo. In Roberta D’Andrea, che è la nostra ospite ospitante, la poesia, “Al tuo ventre di sole”, diventa sensuale, e Daniela Del Core se la prende con gli editori, che non danno spazio ai poeti. «Mandando lettere all’editore / – scrive – ho collezionato / rifiuti imperscrutabili / dinieghi accecanti / laceranti responsi. / ho spedito tutte le opere / ho letto tutte le clausole / arso tutte le speranze».

Alcune poesie sono molto serie, come “Anni di silenzio” di Alessandra Mura, storia di una violenza in famiglia, altre sono leggere, ma gradevoli, come “L’ora giusta”, di Salvatore Grieco, un sonetto che innalza una lode alla pausa caffè.

A volte la poesia è uno sfogo, come confessa Teresa Anna Bicciai, in “Punto folle”: «Ho l’istinto maledetto certe notti; / un bavaglio oscuro zittisce l’estensione del respiro / e la mente forsennata si dimena / come un guscio troppo pieno, e allora scrivo».

E mi piace citare il breve testo di Francesco Brunetti, una quartina dal titolo “Ben-pensante”: «Quanto ti odio per averti amato, / quanto mi odi per non aver capito, / ma se ci pensi bene è piú gradito / ch’aver l’anello al naso averlo al dito.»

La poesia di Elena Grande, parte con un’anafora simile a quella di Cecco Angiolieri, “Se potessi...”, ma non è dissacratoria come quella del poeta senese. C’è piuttosto un senso di rabbia contro le ingiustizie, contro cui la nostra poetessa vuole combattere perché, scrive, «Penso al mondo che vorrei / regalare ai figli miei». Mentre Cecco ai figli aveva lasciato, come ho già detto, solo debiti. Vuole essere piuttosto, direi, una poesia edificante.

Tra le poesie migliori dell’antologia ci sono quella di Giuseppe Napolitano e quella di Aldo Cervo. Qualcuno di voi potrà pensare che il mio giudizio è influenzato dall’amicizia che ci lega, ma non è cosí. Caso mai è il contrario, nel senso che l’amicizia è conseguenza della stima per il poeta.

Il titolo del testo di Giuseppe già ci fa capire il tema: “Ad un oratore che abusa della retorica (e della pazienza altrui...) e viene mandato a quel paese, con il termie esplicito, ormai sdoganato dalla televisione e sponsorizzato da Beppe Grillo che l’ha addirittura preso come slogan per una manifestazione di piazza.

Il testo di Aldo Cervo, “S’io potessi...”, ci porta piuttosto nell’atmosfera e nell’ironia di poeti un po’ piú vicini, come il romano Giuseppe Gioacchino Belli, il milanese Carlo Porta o il veneziano Giorgio Baffo. È un perfetto sonetto classico, che dimostra tra l’altro l’abilità di Aldo nel maneggiare il materiale linguistico.

Scorrendo tutta l’antologia, troviamo stili diversi, dettati diversi e resa poetica anche, ovviamente, diversa. La forma e gli stili variano da autore ad autore. Si va dalla rima baciata al verso libero, al verso scomposto in parole libere.

Qualcuno ha voluto imitare lo stile di Cecco Angiolieri, qualcuno lo spirito. Se c’è una cosa che accomuna buona parte delle poesie, e in un certo senso accomuna gli uomini, è la rabbia repressa o inespressa che qui si fa palese. Ma è una rabbia piú che altro contro le storture del mondo.

Tutto sommato l’idea di questi “Aquiloni” che vogliono legare testi contemporanei a testi classici è buona e attendiamo il secondo che sarà dedicato a Francesco d’Assisi.

 
Amerigo Iannacone

S'io fossi fuoco... Presentazione del 31 ottobre

Isernia

 

Presentato il libro “S’io fossi fuoco”

antologia poetica curata da Elena Grande

 

C’erano poeti, scrittori e intellettuali sabato 31 ottobre scorso, nella Libreria “La Luna e sei soldi”, di Isernia, per la presentazione del libro “S’io fossi fuoco”, un’antologia di poesie ispirate al noto sonetto di Cecco Angiolieri curata da Elena Grande per la Albus Edizioni di Napoli. Ha relazionato Amerigo Iannacone, il quale ha parlato di Cecco Angiolieri, della “tenzone poetica” a suon di sonetti che ci fu tra lui e il suo antagonista Dante Alighieri, e ha tracciato un inedito parallelismo tra Cecco e Francesco d’Assisi, sostenendo che «entrambi rifiutarono le convenzioni sociali, anche se scelsero vie opposte: il primo quella del misticismo, il secondo quella dei bagordi e della vita scellerata.» Dopo di che ha analizzato l’antologia, citando i versi che riteneva piú significativi.

Sono poi interventi il poeta formiano Giuseppe Napolitano e lo scrittore caiatino Aldo Cervo, che erano anche autori inclusi nell’antologia e hanno chiuso il loro intervento leggendo i propri testi. Sono state poi lette le poesie dei giovani poeti isernini Alessia Finori e Francesco Barbaro e quella di Roberta D’Andrea, che oltre ad essere una delle voci incluse nell’antologia, è la titolare della libreria “La Luna e sei soldi”, che ha ospitato la manifestazione.

Ha concluso l’autrice Elena Grande che oltre a leggere il proprio testo, ha parlato dalla collana “L’Aquilone”, inaugurata dal libro presentato, una collana «dedicata alle raccolte di poesie e di racconti brevi ispirate ai classici», e ha annunciato la prossima pubblicazione, un’antologia che accoglierà testi ispirati al “Cantico delle creature” di Francesco d’Assisi.

 

Il testo di Aldo Cervo

 

S’io potessi...

 

S’io potessi rapire a mio possesso

a quel d’Urbino l’agile pennello,

non ti disegnerei mentre in cappello

lusinghi il cortigian da cuocer lesso.

 

Né ti disegnerei quando di presso

tu te ne stai, tra i fiori, a un torrentello.

Ben vorrei disegnarti, in sul piú bello,

al punto che t’accoccoli sul cesso.

 

Sí ritrarrei di te il sofferto volto

a smorfia teso, e già morso a tenaglia,

compresso tutto e tutto in sé raccolto.

E renderei lo spasimo che taglia

per lo quale a ciascun contegno è tolto

al tardar della stitica mitraglia.

October 26

S'io fossi fuoco - presentazione a Isernia

COMUNICATO STAMPA
* * *

Isernia


Presentazione del libro “S’io fossi fuoco”


Sarà presentato sabato 31 ottobre 2009, alle ore 17,30, a Isernia, Libreria “La Luna e sei soldi”, Via Veneziale 8, il libro “S’io fossi fuoco”, 
un’antologia di poesie ispirate al noto sonetto di Cecco Angiolieri
curata da Elena Grande per Albus Edizioni (Napoli 2009 pp. 80, € 11,50).
Cinquantadue gli  autori antologizzati, tra essi nomi ben noti negli ambienti letterari come Aldo Cervo, Giuseppe Napolitano, Anna Bruno, oltre alla stessa Elena Grande.

Parlerà del libro Amerigo Iannacone e sono previsti interventi di alcuni degli autori antologizzati.
Elena Grande è nata e vive a Macchia d’Isernia, dove amministra una Società Cooperativa di servizi e ha occupato la carica di vicesindaco, con delega agli assessorati: Bilancio, Finanza e Tributi, Pubblica Istruzione e Cultura. Tra le altre iniziative culturali da lei intraprese, il Premio Letterario “Macchia d’Isernia”.
Tra il 2000 e il 2008 diverse sue poesie e racconti sono stati inseriti in antologie della Aletti Editore, Giulio Perrone e Albus Edizioni. Per quest’ultima ha curato nel 2007 la raccolta di racconti “Scooter ...con le ali ai piedi”, con prefazione di Federico Moccia.
È Responsabile Editing e Supervisione e collabora con l’Ufficio Stampa della stessa Albus Edizioni.

September 16

Presentazione a S. Anastasia

IL CIRCOLO LETTERARIO ANASTASIANO

e

ALBUS EDIZIONI

SONO LIETI DI PRESENTARE IL LIBRO DI

ANNA BRUNO
 

 

 

Saluti di

: - Maria Angela Spadaro, Presidente di “IncontrArci”

Introduce e presenta

: - Giuseppe Vetromile,

Presidente del Circolo Letterario Anastasiano

Interventi di:

- Giuseppe Bianco, scrittore e critico

- Elena Grande, scrittrice e critico

Giovedì 24 settembre 2009, ore 17.30

Salone del Circolo “IncontrArci”, Piazza C. Cattaneo 9,

Sant’Anastasia

COMUNICATO STAMPA DEL CIRCOLO LETTERARIO ANASTASIANO

 

Presentazione del libro “Con la guerra in testa”, di Anna Bruno.

 

 

Come già anticipato in un comunicato stampa precedente, il Circolo Letterario Anastasiano di Giuseppe Vetromile inizierà a partire dai prossimi giorni un’intensa attività di incontri e di presentazioni. E’ infatti prevista per giovedì 24 settembre, alle ore 17.30, presso la sede del Circolo “IncontrArci” in Piazza Cattaneo 9, la presentazione di un interessante libro della scrittrice e poetessa Anna Bruno, di Somma Vesuviana, vicepresidente dell’Associazione “Napoli Cultural Classic”, organizzatrice e promotrice di numerosi importanti eventi letterari sul nostro territorio, tra cui il premio letterario “Napoli Cultural Classic”, giunto quest’anno alla quarta edizione.

Il libro, che si intitola “Con la guerra in testa”, pubblicato da Albus Edizioni, narra delle vicende “monellesche” di un gruppo di ragazzi, ed è quindi rivolto soprattutto ai giovani, ma non solo.

A presentarlo sarà lo scrittore e critico letterario Giuseppe Bianco, organizzatore di vari eventi letterari come il noto premio “Città di Caivano”, ed inoltre responsabile della Albus Edizioni, una Casa Editrice molto valida che ha già pubblicato numerosi testi di narrativa, di saggistica e di poesia; insieme a lui ci sarà Elena Grande, anche lei scrittrice e critico letterario, nonché organizzatrice di importanti iniziative culturali tra cui il premio letterario “Macchia d’Isernia”, cittadina in cui risiede e nella quale ha ricoperto la carica di vicesindaco e di assessore alla cultura nella trascorsa amministrazione.

Il coordinamento della serata è affidato a Giuseppe Vetromile, mentre Maria Angela Spadaro, presidente di “IncontrArci”, darà il benvenuto. Sarà naturalmente presente l’Autrice, che al termine esporrà al pubblico i motivi ispiratori di questa sua recente pubblicazione, meritevole tra l’altro di essere adottata anche dalle Scuole per il suo contenuto altamente pedagocico.

 

Giuseppe Vetromile

8/9/09

 

July 14

Favolando

 

                                                                                   www.albusedizioni.it                                                                                    

info@albusedizioni.it

 

Concorso Letterario

 

fa  VOLANDO

 

 

La ALBUSedizioni bandisce la prima edizione del Concorso Letterario “faVOLANDO”, che ha come scopo la pubblicazione dell’opera vincitrice nella collana per ragazzi Stelle filanti.

 

·        Si può concorrere con Favole e/o Fiabe della lunghezza massima di 45 Cartelle dattiloscritte, oppure con raccolte di Favole  e/o Fiabe l’importante è di non superare le 45 cartelle.

·        Il tema è libero

·        Le opere devono essere inedite

·        Saranno premiati i primi cinque (5) classificati:

 

Al 1° classificato andrà una targa, un libro ALBUS, un attestato e un regolare contratto di edizione, senza nessun tipo di contributo economico da parte dell’autore. Il libro sarà stampato e distribuito nel circuito nazionale, vedi sito “Distribuzione e librerie”.

 

Al 2° e 3° Classificato andrà una targa, un libro ALBUS e un attestato.

 

Al 4° e 5° Classificato andrà una medaglia e un attestato.

 

·        L’Editore si riserva il diritto di proporre il contratto di edizione anche ad altri premiati, nel caso la giuria giudicasse le opere degne di pubblicazione.

·        Le opere vanno inviate in formato cartaceo in due (2) copie a: ALBUSedizioni, Via Donadio 7 – 80023 Caivano Napoli, entro e non oltre il 10 novembre 2009 (farà fede il timbro postale). Sulla prima pagina dell’opera specificare “Concorso Letterario Favolando”, il titolo dell’opera e i dati dell’autore: nome e cognome, indirizzo di residenza, numero di telefono e indirizzo e-mail.

·        Gli elaborati non saranno restituiti.

·       Per spese di segreteria è richiesto un contributo di euro 10,00. La quota va messa in busta assieme agli elaborati oppure versata sul conto postepay n. 4023 6004 4555 5370 intestato a Rita Esposito, allegare ai lavori la fotocopia della ricevuta del versamento.

·       Il giudizio della giuria è insindacabile e gli elaborati non saranno restituiti.

·       I vincitori e tutti i partecipanti saranno avvisati sull’esito del concorso dalla casa editrice.

·       I vincitori saranno annunciati tramite comunicati stampa a siti e riviste del settore e pubblicati nell’apposita sezione del sito ALBUS “I vincitori dei nostri concorsi”

 

Info al 339.2740860 oppure info@albusedizioni.it oppure al fax 081.8353721

 
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Rosswrote:
Ciao, non ci si sente da un pò, mi auguro che tu e la tua famiglia stiate bene. BUONA DOMENICA
                                                                                        
Sept. 27
Alisya ..wrote:
Aug. 22
Alisya ..wrote:
Aug. 2

Ray Of  Light

  
July 20
Ƭячwrote:

Preview of how the chat group will look on your page:

 
Get universale2Staff chat group | Goto universale2Staff website
July 8